| Editoriale Luglio 2010 |
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I MAL DI TESTA DEI CITTI'
Fossati e Lippi, nomi dietro cui si cela l’ingrato ruolo del cittì perlopiù messo alla gogna da un popolo di appassionati talvolta irrazionale e fin troppo emotivo. Fossati come Lippi, seppur l’enduro non possa essere paragonato al più popolare degli sport al Mondo. Quanto accaduto al “commissario tecnico per definizione”, si ripete anche nel caso del nostro Gionni, chiamato a pensare “azzurro” in vista del prossimo impegno della nostra Nazionale: la Sei Giorni. In Messico non ci saranno le vuvuzelas, discusse trombette usate negli stadi del Sudafrica che hanno fatto più clamore dei risultati ottenuti sul campo, e neppure il tormentone dell’estate, il Waka Waka di Shakira. Eppure la marcia di avvicinamento alla Sei Giorni di Morelia rischia di essere tribolata per Fossati così come per Lippi lo è stata quella che lo ha portato in Sudafrica. Per quanto abbia seguito in maniera marginale l’Italia del (nel…) pallone, riconosco nel percorso che Fossati dovrà affrontare le complicazioni incontrate da Lippi. Selezionare e gestire il gruppo in funzione del risultato. L’amico Gionni si ritrova in una situazione complessa e complicata da elementi accessori che non possono essere trascurati. Per l’impegno del prossimo novembre il nostro commissario tecnico (Fossati e non Lippi…) non ha ancora ufficializzato l’elenco dei piloti che difenderanno i nostri colori. E questo è un chiaro ed evidente segnale che ci troviamo in una situazione straordinaria. Se un po’ conosco Fossati sono certo che qualche pensiero l’ha pur fatto, ma prima di sbilanciarsi deve conoscere gli obiettivi della prossima competizione a squadre. Ecco allora che il verbo spetta al Presidente Sesti che in sostanza deve dire se in Messico si va per vincere o per partecipare. Se il risultato (il Vaso…) è l’obiettivo (e per una Nazionale come la nostra non v’è alcun dubbio), allora diventano necessarie scelte coraggiose ed impopolari, pur sapendo di doversi poi misurare con un mondo (quello degli enduristi puri) in piena rivolta. Al momento solo due piloti non sono in discussione: Oldrati e Albergoni. Ma per vincere, Thomas e Simone han bisogno della Squadra. L’andamento della prima parte della stagione mondiale ci dice che vecchia guardia e attesi giovani non hanno il passo (si legga alla voce classifica). Ecco allora che per costruire il Dream Team si rende necessario guardare ad altre discipline. Dopo il Cile 2007 il nome di Salvini è rimasto impresso sul taccuino del CT. Ora, al pilota della Husqvarna potrebbero aggiungersi altri crossisti di primissimo piano. Del resto se si deve attingere ad un mondo parallelo perché non farlo cercando il meglio? Due nomi allora: quello di David Philippaerts e Tony Cairoli. Una provocazione? No, qualcosa di più. A novembre i nostri due campioni saranno liberi da impegni. Perché allora non convocarli? Questo farebbe gridare allo scandalo i puristi dell’enduro. Ma l’Italia in Messico non può andare a far vacanza. Non in questa occasione. Cairoli e Philippaerts col marsupio in vita a cambiar gomme a fine giornata. Perché no? Se l’obiettivo è quello di vincere la Six Days del Messico, quella di convocare i nostri due campioni potrebbe essere una soluzione. |
